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Dagli anni cinquanta in poi,il boom economico italiano ha visto molti cambiamenti nelle abitudini di vita dei cittadini,comprese quelle alimentari.

Dai piccoli allevamenti a carattere familiare, per rispondere a una legge di mercato sempre più esigente,si è passati agli allevamenti intensivi: bovini,suini, avicoli, conigli,stipati in stalle e capannoni,allineati l'uno accanto all'altro, in spazi strettissimi, impossibilitati a muoversi.

I consumi di questi allevamenti hanno costi enormi, in relazione ad acqua, energia elettrica,inquinamento prodotto. Questa situazione non può durare all'infinito ed è necessario correre ai ripari, proporre un cambiamento.

Ci sono anche altre ragioni etiche da considerare: i trasporti avvengono molte volte su camion dove sono ammassati animali in condizioni igieniche precarie, se non disastrose,sottoposti a trasferimenti estenuanti, sotto il sole cocente d'estate,senza acqua, o nel gelo dell'inverno.

Anche i metodi di soppressione lasciano spesso a desiderare; talvolta nei macelli non si seguono le regole di legge e gli animali sopportano lunghe e dolorose agonie.

Consumare insetti può essere la soluzione a questa situazione,che non può reggere ancora a lungo. Più che altro il nostro rifiuto è un disagio psicologico, che a poco a poco dobbiamo vincere, se veramente vogliamo che le cose cambino.

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Il 2018 è ormai alle porte, e con lui arriveranno anche gli insetti sulle nostre tavole, ebbene si, la UE ha dato il via libero per la produzione e commercializzazione di insetti commestibili da portare sulle nostre tavole, nella normativa relativa al Novel Food.
Se non siete abituati a mangiare grilli, formiche e tartantole, è bene allora che iniziate a sincronizzare i vostri orologi per il count-down.
Già durante l'expo del 2015 a Milano è stato possibile avere un vero e proprio assaggio delle tematiche relative agli insetti da pasto. Nonostante sia una vera e grossa novità per il mondo occidentale non è così in moltissime altre culture e per quasi 2 miliardi di persone, dove è la norma cibarsi di cavallette, vermi fritti o scorpioni al cioccolato. In Svizzera hanno già da qualche tempo dato il nulla osta per la commercializzazione ed infatti negli scaffali della coop si possono già trovare barrette di insetti, polpette o burger.
Che dire, se siete incuriositi da questa grande novità alimentare, è arrivato il momento di iniziare almeno ad informarsi per non arrivare completamente impreparati all'appuntamento!

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Se è ancora difficile per gli Italiani pensare a cibarsi di insetti, nel mondo le cose vanno diversamente

Tabella: numero di insetti commestibili per continente e numero di continenti che li consumano.

CONTINENTENUMERO DI SPECIE CONOSCIUTEPERCENTUALE SUL TOTALENUMERO PAESI CHE LI CONSUMANO
ASIA3492029
AUSTRALIA152914
AFRICA5243036
AMERICHE6793923
EUROPA41211
Totale1745100113

CINA

In Cina è pratica comune cibarsi di ppe del baco da seta, cicale, grilli...tanto che Pechino ha richiesto all'UNESCO il riconoscimento di “Patrimonio Culturale dell'Umanità” per i cibi più antichi tradizionali, venduti come street food; accanto alle patate cotte nella cenere e allo stufato di tofu, figurano piatti a base di formiche e scorpioni, bachi da seta e scarafaggi.

THAILANDIA

A Bangkok e nelle principali città, come nelle campagne, non mancano mai gli insetti cucinati nelle diverse modalità: fritti, bolliti, alla griglia.
Di solito non vengono allevati, ma sono raccolti nei boschi o nelle campagne, esattamente come si raccolgono funghi e lumache e cucinati secondo le ricette tradizionali.

CAMBOGIA

gli insetti sono cibo da street food, proposti interi su grandi vassoi.

AFRICA

In Africa il consumo di insetti commestibili è è così radicato da costituire fino al 50% del rapporto proteico di una dieta. La larva del lepidottero, proposta come fresca o essiccata, in salamoia, stufata con salsa di chili e pomodoro, è la più consumata.

MESSICO

Qui il consumo di insetti è particolarmente alto: basti pensare alla larva del coleottero nella bottiglia del famoso Mescal.
Al Salone del Gusto a Torino sono state presentate, da un noto chef messicano, ricette che hanno come materie prime svariati tipi di insetti.

GIAPPONE E ASIA
Cavallette, api, vespe, molte volte integrano proteine animali tradizionali.
La Fondazione Slow Food per le biodiversità riporta che è stata regolamentata in apposite cooperative di pescatori autorizzati la “pesca” di alcuni insetti tipici dei fondali dei fiumi, tanto sono ricercati.

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